Patrizia Cirulli canta Lucio con 14 chitarre

ott 17th, 2013 | By | Category: Musica, Notizie

Patrizia Cirulli
Qualcosa che vale

(L’isola che non c’era,2013)

01) Scrivi il tuo nome (Pacifico)
02) Mistero (Luigi Schiavone)
03) Windsurf windsurf (Max Germini + Andrea Zuppini)
04) Rilassati ed ascolta (Giorgio Mastrocola)
05) Non sei più solo (Fausto Mesolella)
06) Straniero (Walter Lupi)
07) Registrazione (Giuseppe Scarpato)
08) La tua felicità (Fabrizio Consoli)
09) Hi-Fi (Paolo Bonfanti)
10) Slow motion (Carlo De Bei)
11) Una montagna (Carlo Marrale + Simone Chivilò)
12) E già (Mario Venuti)

Il Lucio Battisti della svolta tanto discussa e incompresa, quello dell’album “E già” del 1982, rivive a trent’anni di distanza, grazie a Patrizia Cirulli. La cantautrice ha vocalità spettacolare e coraggio da vendere. In “Qualcosa che vale” (L’isola che non c’era) reinterpreta quel disco battistiano, in chiave acustica, solo voce e chitarra. Ad accompagnarla alcuni dei più bravi chitarristi italiani che si alternano al suo fianco.

Non è un caso che a produrre il disco sia “L’isola che non c’era“, la rivista musicale diretta da Francesco Paracchini, che ha sempre fatto della qualità “made in Italy” la sua bandiera.

La cantante si era posta in evidenza nel concorso “L’artista che non c’era” del 2008, con il brano “Ballo tra le foglie”. Un altro suo brano, “E’ grande”, è apparso nella raccolta “Io e l’altro” dell’ associazione Fonopoli realizzata con la supervisione artistica di Renato Zero. Di Patrizia Cirulli, la critica ha scritto che possiede “una voce chiaroscurale, che ha i colori dell’alba e del crepuscolo. Una tensione interiore non sopita ma a suo modo pacificante”.

“Ballo tra le foglie” è un’intensa ballata, dai toni new age e positivi. “Ballo e canto tra le foglie in autunno – dice il testo – vivere dentro tra mille colori, un profumo d’immenso… per il profumo di libertà, la parola gioia”. Ma è soprattutto la voce espressiva a incantare l’ascoltatore.

Ora giunge l’album battistiano di Patrizia con dodici brani, quattordici chitarristi che sono: Pacifico, Mario Venuti Fausto Mesolella, Luigi Schiavone, Fabrizio Consoli, Carlo Marrale, Andrea Zuppini, Massimo Germini, Giorgio Mastrocola, Walter Lupi, Giuseppe Scarpato, Paolo Bonfanti, Simone Chinilò, Carlo De Bei.

Ogni brano un chitarrista diverso, un’impronta musicale differente. Una voce che colpisce quella della cantante, che dà nuovi colori al Battisti del dopo-Mogol; a quell’artista che sentiva il bisogno di cambiare, tanto da cantare (in “Scrivi il tuo nome”): «Bella giornata è questa qua, l’aria più fresca ti esalta già, il momento migliore per cominciare un’altra vita, un altro stile».

Le canzoni di quell’album di Lucio di più di trent’anni fa, sono respiri dell’anima, soffi vitali che Patrizia Cirulli indossa con eleganza, passione, feeling. Disco davvero imperdibile.

Gaetano Menna

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