Teatro

Quirino: la lezione di Eduardo, tra realtà e illusioni

La recensione della prima. Avvolto in un ampio mantello blu Luca De Filippo conduce gli spettatori del Teatro Quirino nel mondo de “La grande magia” sino al 10 marzo 2013. Lo stesso De Filippo ricopre il ruolo dell’illusionista Otto Marvuglia, un mago filosofo che si divide tra trucchi di prestigio e riflessioni sul valore del tempo e della coscienza, sul rapporto tra realtà e illusione.

A Luca De Filippo va il merito di aver proposto e diretto, con la sua omonima Compagnia di Teatro, questa divertente commedia scritta da suo padre Eduardo nel 1948 che risulta tra le meno rappresentate. Fu portata in scena solo dalla stesso Eduardo con la sua compagnia e poi da Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro di Milano dal 1985 in poi.

La messa in scena di Luca De Filippo segue quella dello spettacolo “Le bugie con le gambe lunghe” (allestita al Quirino per le scorse due stagioni di seguito ottenendo grande apprezzamento dal pubblico). Entrambe le commedie appartengono allo stesso filone di opere del periodo del secondo dopoguerra cosiddetto “Cantata dei giorni dispari”.

È sicuramente uno spettacolo impegnativo; si articola in tre atti che prevedono diverse ambientazioni e quindi cambi di scenografia repentini tra un atto e l’altro. Lo spettatore passa dall’hotel Metropole tra spiaggia, sole e il golfo di Napoli, alla povera casa del mago Marvuglia e infine si ritrova catapultato nel salotto dalle tinte bordeaux, tipicamente anni Cinquanta, della casa di Calogero Di Spelta (il marito tradito che diventerà la spalla ignara dei trucchi di Otto).

Proprio Calogero, interpretato da Massimo De Matteo, è un personaggio tipicamente pirandelliano, crede che la propria moglie sia richiusa in una piccola scatola che porta sempre con sé. Come pirandelliane risultano molte tematiche affrontate in primis quella del metateatro e il relativismo psicologico.

Luca De Filippo è padrone della scena ma sa anche mettere in risalto gli attori che lo affiancano sul palco. Spiccano ad esempio la verace Carolina Rosi nella parte di Zaira, moglie di Otto, e Giovanni Allocca, nella parte del brigadiere, protagonista di una delle scene più ilari della pièce (insieme allo stesso De Filippo e a De Matteo).

Non mancano i giochi di prestigio; acqua trasformata in bevande coloratissime, luci che diventano stelle, bauli che inaspettatamente aprono altri scenari…

La vita è un giuoco, il teatro è magia ci insegna Eduardo. Nella vita, come nel teatro, si costruiscono finzioni che sembrano essere reali, si da origine a mondi immaginari, ovattati, fatte di illusioni meravigliose ma, in quanto tali, effimere e destinate a svanire con un colpo di bacchetta magica.

Monica Menna