Teatro de’ Servi: lo Special One di Torre Annunziata

La recensione. Esiste un mondo calcistico diverso da quello che si è soliti vedere tutte le domeniche in tv. Il calcio che non è sotto le luci dei riflettori; quello delle serie minori, dei gironi di Eccellenza. In campo giocatori non professionisti, costretti a svolgere altri lavori. Si gioca in periferia, in campetti disastrati, nei paesi più remoti. Eppure vi si investono la stessa passione e grinta, proprio come se ci si trovasse a San Siro. È la realtà raccontata nella divertente, a tratti cinica, commedia “Atletico minaccia football club”, diretta da Fabrizio Bancale che chiude la brillante stagione del Teatro de’ Servi (in scena sino al 31 maggio).

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Marco Marsullo (Stile libero Big, pp. 224) vincitore del Premio letterario Hermann Geiger. Protagonista è il mister Vanni Cascione, interpretato dall’esilarante Stefano Sarcinelli. L’allenatore che venera Mourinho, che ha voglia di battersi sul campo perché ogni partita è uno scontro da vincere. L’uomo, lo Special One di Torre Annunziata, si divide tra il lavoro da svolgere a tutti i costi (e anche non costi) e l’esigente famiglia con la moglie, resa da Barbara Begala (bravissima nell’interpretare anche l’altro ruolo femminile antitetico, quello di escort extracomunitaria) e la figlia quattordicenne (resa dalla promettente Valentina Di Leva).

Accanto a loro sul palcoscenico anche il grandioso Gigi Savoia nel ruolo del direttore sportivo Lucio Magia, che dà l’opportunità a Cascione di scendere nuovamente in campo, affidandogli la squadra di calcio “Atletico minaccia football club”, comprata dall’imprenditore immobiliare Eros Baffoni. Una squadra di improbabili giocatori; c’è il ragazzino affetto da colite che corre in continuazione verso il bagno, l’emigrato senza permesso di soggiorno, un altro calciatore che gioca a tempo perso perché si dedica alla professione di meccanico… Ogni giocatore ha un corpo e un viso grazie alle videoproiezioni sul velo di tulle alle spalle dei protagonisti (compaiano tra gli altri Enzo Casertano, Bedlu Cerchiai, Massimo di Leo, Urbano Lione, Eduardo Tartaglia jr).

La commedia è resa più dinamica grazie anche ad altri contributi video extra (che vedono impegnato Sarcinelli e ancora Peppe Cantore e Gaia Riposati) e alla voce dello speaker fuori campo. Accurata la scenografia costruita da Luigi Ferrigno che riproduce l’appartamento claustrofobico di Cascione (fermo agli anni ’90) che all’occorrenza diventa la sede dell’agenzia di Baffoni e ancora della squadra di calcio.

La pièce ha l’abilità di raccontare anche di problemi gravi senza mai abbandonare i toni ironici e grotteschi. Si racconta del precariato che affligge trasversalmente la società attuale. Si narra, sempre con sorriso, che alle volte si è costretti a scendere a compromessi soprattutto quando ci si scontra con organizzazioni criminali. Una minaccia al mondo del lavoro più sano e corretto.

Monica Menna