Frankestein Junior: il successo della coesione che non conosce crisi


La recensione. È bello notare che in tempi in cui la parola crisi risuona in ogni ambito e ambiente vi è ancora la possibilità di apprezzare uno spettacolo ben confezionato che vede sulla scena un corposo cast di interpreti, cantanti e ballerini validissimi. Si tratta di Frankestein Junior, spettacolo mastodontico allestito al Teatro Brancaccio, prodotto dalla Compagnia della Rancia e diretto da Saverio Marconi, con la regia associata di Marco Iacomelli.

Una scenografia a dir poco realistica accoglie gli spettatori conducendoli fin dentro le mura del castello di Frankestein in Transilvania; dal salotto all’inquietante laboratorio, attraversando passaggi segreti.

La commedia musicale è puro intrattenimento per il pubblico grazie al mix perfetto di ingredienti che la compongono: splendidi brani musicali, coreografie spettacolari, battute salaci spesso a doppio senso sessuale (un carattere, quest’ultimo, tipico della scrittura farsesca di Mel Brooks, autore del testo insieme a Thomas Meehan). Ricordiamo che Brooks aveva curato la sceneggiatura di Frankestein Junior e diretto l’omonima pellicola nel 1974 ispirata al racconto di Mary Shelley. Come il suo film era girato in bianco e nero, riproponendo uno stile anni venti, così oggi l’accurata scenografia è costruita sugli stessi due colori. D’altronde le tonalità noir contribuiscono a diffondere un’atmosfera funerea e raccapricciante che ben si addice all’attività, svolta prima dal Barone Viktor von Frankenstein poi eredita da suo nipote: quella di rianimare defunti riportandoli in vita.

Nel cast risalta Giampiero Ingrassia, nei panni di Frankestein Junior, che si conferma padrone della scena grazie alle sue potenti doti canore e danzanti, e soprattutto capace, di anno in anno, di confrontarsi con testi e ruoli differenti (si pensi alla passata stagione in cui era protagonista dell’allegra commedia “Stanno suonando la nostra canzone” di Neil Simon).

Particolarmente apprezzabile il bis sugli applausi finali; ogni attore ripropone un frammento di canto che lo vedeva protagonista poco prima rimarcando soprattutto determinati aspetti caratteriali. Infine, in gruppo, gli interpreti salutano e omaggiano il pubblico con un brano inedito ad hoc.

Ci piace sottolineare la coesione di questa compagnia che non solo traspare sul palco, grazie all’affiatamento tra gli attori, ma si è anche manifestata nel dopo teatro. Abbiamo infatti incontrato tutti gli attori a cena insieme in un noto locale di via Merulana, dopo la messa in scena del musical.

Tutti insieme, riuniti, per brindare ad uno straordinario successo.

Monica Menna