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Fringe Festival: prossimi appuntamenti

Roma Fringe Festival 2015, rassegna che si svolge nei giardini di Castel Sant’Angelo, prosegue con una settimana di spettacoli tra ironia e impegno, teatro civile e danza. Vi proponiamo la programmazione dal 7 al 13 giugno. Sabato 13 giugno, come sempre in scena i tre spettacoli più apprezzati della settimana insieme all’imperdibile e tradizionale appuntamento con Johnny Palomba #Recinzioni @RomaFringe, alle 22.30 sul Palco A.

In scena:
Anna O (parte 1)” (7 giugno h. 22,00 – 10 giugno h. 20,30 – 13 giugno h. 22,00)
Come incontrare Tv Americana, Bunuel e teatro dell’assurdo. Il destino bussa alla porta di Anna dandole solo 10 giorni per cambiare vita e afferrare il proprio futuro. Ci riuscirà?

Anselmo e Greta” (7 giugno h. 23,30 – 11 giugno 22,00 – 12 giugno h. 20,30)
Un mondo capovolto. Una mappa corale, il quadro possibile di una famiglia moderna dalle parossistiche relazioni. Intrappolati nei vestiti della festa, sottratti al presente da distrazioni hi-tech…

Così grande e così inutile” (7 giugno h. 23,30 – 8 giugno h. 22,00 – 10 giugno h. 20,30) Onirico e brutalmente reale omaggio all’opera di Majakovskij. “La questione è già stata resa nota attraverso i telegrammi, già discussa, semplice e chiara: scongelare o non scongelare?”. Ovvero, riportare o non riportare alla vita un surgelato Majakovskij?

Cute” (7 giugno h. 22,00 – 9 giugno h. 20,30 – 11 giugno h. 23,30) Coreografia, materie scenografiche e tessiture sonore: primo confine col mondo, riveste e protegge, esprime, assorbe e rilascia, sente, comunica, respira. Cute narra dei segni invisibili tracciati sulla propria pelle: resti, cicatrici, conseguenti tracce di un passo, un gesto, un’impronta. Visioni necessarie a un ciclico ricambio di pelle.

#DeCamera – come i social network ci hanno (s)cambiato la vita” (7 giugno h. 20,30 – 8 giugno h. 22,00 – 9 giugno h. 23,30) Una donna decide di chiudersi per 10 giorni nella sua stanza. Una stanza dove resta viva solo la luce dello schermo del computer. Le videoproiezioni rendono la narrazione performance di corpi in scena, dove musica e luce si mischiano tra loro illudendo lo spettatore. Una, mille, centomila identità.

Dr. Jekyll e Mr. Hyde, the strange show” (8 giugno h. 23,30 – 10 giugno h. 20,30 – 12 giugno h. 22,00) Attraverso smaglianti omicidi ed efferati sorrisi, in una Londra luciferina, un viaggio attraverso il teatro tragicomico, la paura, il piacere e il doppio.

Guerriere. Tre donne nella Grande Guerra” (7 giugno h. 20,30 – 9 giugno h. 23,30 – 11 giugno h. 22,00) Dedicato a Franca Rame, con la supervisione di Aldo Cazzullo, i personaggi sono stati scritti sulla base di documenti originali ed esclusivi di donne dell’epoca. Prima Guerra mondiale: Angela, travestita da uomo per andare a combattere; Eva, un’albergatrice che cerca di imitare la Regina Elena e Coco Chanel; Franca, che, per rivedere il marito al fronte, costruisce armi. Un affresco di storie che dipingono un panorama sconosciuto.

Il matrimonio di Don Cristobal e Donna Rosita” (7 giugno h. 20,30 – 8 giugno h. 23,30 – 10 giugno h. 22,00) Le Maschere di Commedia dell’Arte vivono, fuori e dentro il Teatrino in una danza continua di immagini, che restituisce a un pubblico di tutte le età divertimento e commozione.

Il Milapoletano” (7 giugno h. 23,30 – 8 giugno h. 20,30 – 10 giugno h. 22,00) Un monologo comico che all’improvviso vira in un racconto intenso ed emotivo. Una storia comune a chiunque abbia lasciato la propria ‘Napoli’ e abbia trovato la sua ‘Milano’.

Immota Manet – resta immobile” – 8 giugno 23,30 – 9 giugno h. 20,30 – 12 giugno h. 22,00. A L’aquila la poesia fiorisce sui muri diroccati, i poeti vivono nelle auto, davanti alle macerie delle loro case. Le anziane vestite a lutto si battono il petto piangendo, mentre nulla assomiglia più a come era prima: case, cose, persone, sembra che persino la memoria abbia perso i propri connotati.

L come Alice” (9 giugno h. 22,00 – 11 giugno h. 20,30 – 12 giugno h. 23,30) Lo stile visuale dal romanzo ‘Attraverso lo specchio’ di Lewis Carroll e dalla traduzione di Antonin Artaud, attraverso il pensiero di Gilles Deleuze, tra vaudeville e slapstick. In uno scenario steampunk, la nostra Alice intraprende un viaggio fra i milioni di doppi che il suo personaggio ha incarnato nelle epoche, tra suggestive istallazioni, animali elettrici, dispositivi molesti, fantasmagorie e trappole sceniche a creare una ragnatela delle meraviglie in cui Alice si imbriglia e si imbroglia.

La signora del blues. Vita di Billie Holiday” (10 giugno h. 23,30 – 11 giugno h. 22,00 – 12 giugno h. 20,30) Una biografia cantata e vissuta attraverso il sapiente uso della musica e delle videoproiezioni che ci riportano ad una New York dagli anni 20’ ai 40’ dello scorso secolo all’interno di più linguaggi; costumi accennati, movenze e sguardi di una meno nota Billie Holiday nella sua più asciutta umanità, attraverso i suoi amori e le sue sconfitte, fino ad una amara autodistruzione che sfiora la follia.

La vera vita del Cavaliere mascherato” (7 giugno h. 22,00 – 9 giugno h. 20,30 – 11 giugno h. 23,30) Liberamente tratto da un’opera quasi sconosciuta della produzione brechtiana, un testo indeciso tra il vaudeville, la sceneggiata napoletana e il dramma romantico d’amore e d’avventure, sospeso tra realtà e sogno, in disequilibrio ideologico tra il dovere di dire la verità sempre e il proprio tornaconto esteriore.

Ninetta e le altre. Le marocchinate del ’44” (8 giugno h. 22,00 – 10 giugno h. 23,30 – 11 giugno h. 20,30) Tre donne in scena, Ninetta, Celeste e Maria. La loro vita è alternata da rituali identici a se stessi, arcaici e mistici: lavare i panni al fiume, lavorare i campi, aspettare i propri uomini, scrivere lettere d’amore pensando a un fronte di guerra lontano e incomprensibile. Poi un giorno…

O taccia per sempre” (10 giugno h. 22,00 – 11 giugno h. 23,30 – 12 giugno h. 20,30) Spettacolo di narrazione sperimentale, che spazia tra il reale e il fantastico. Un viaggio onirico alla ricerca della propria identità nato dalle interviste alle donne della famiglia dell’autrice. Una vera immersione nella propria storia, fatta di aneddoti, fughe, miracoli, tragedie e gioie improvvise.

Oleandro” (8 giugno h. 20,30 – 10 giugno h. 23,30 – 12 giugno h. 22,00)
L’evidenza del contenuto è nella difficoltà di trovare un verso, il sotto si confonde al sopra, la destra alla sinistra: dove mi metto e come mi metto a guardare, se ho già la gravità che mi seduce? Ecco rivelata la natura filiale delle danzatrici che assaporano la figura di Frances Bean, figlia di un amore tossico e bellissimo.

Santi balordi e poveri cristi” (9 giugno h. 22,00 – 11 giugno h. 20,30 – 12 giugno h. 23,30) Uno spettacolo di affabulazione e musica, ispirato a motivi tratti dalla tradizione orale – racconti, fiabe e cantate popolari – in una cornice che strizza l’occhio al teatro dei giullari e dei cantastorie. Due donne, due cantastorie fuggite da un circo nella speranza di liberarsi dei fenomeni da baraccone, con cui condividono le giornate, si ritrovano a cantare personaggi ancora più strampalati di quelli che hanno lasciato.

Zitto. Effetti retroattivi di sincerità malgestita” (7 giugno h. 23,30 – 8 giugno h. 20,30 – 9 giugno h. 22,00) E l’amore? È l’equilibrio degli impulsi, dell’essere uomini e animali: la maratona di un funambolo. Due attori. Un percorso ironico, comico, grottesco, tra parole leggere e pesantezza di ciò che facciamo diventare indispensabile. L’occasione per dirsi la verità o per tacere.